La città fantasma di Monterano

Ti sei mai addentrato dentro una città fantasma? Nelle vicinanze di Roma ci sono luoghi cosi magici che solo il Lazio sa regalare. Una di queste, un posto magico, un luogo sospeso nel tempo e nello spazio e meta di particolarissime scenografie del cinema. La città fantasma di Monterano si trova in un posto ricco di storia,  situata vicino al  Lago di Bracciano, a pochissima distanza dal nuovo  paese di Canale Monterano, ma soprattutto nel cuore di una splendida Riserva Naturale.

Per arrivare consiglio di utilizzare il navigatore,  perché le indicazioni stradali non sono poi così precise, comunque dopo varie strade sterrate si arriva ad uno spiazzo per parcheggiare, lì accanto una sbarra ti indica il percorso per arrivare alle rovine.

Armati di pazienza il luogo è grande e si deve camminare parecchio.

Ci sono tre cose molto importanti da tenere a mente per trascorrere una bella giornata anche facendo un sano pic- nic:

  • ricordati di essere dentro un posto meraviglioso che è una riserva naturale, ergo non sporcare
  • esistono degli spazi adeguati per potersi riposare e dove poter mangiare qualcosa (al sacco)
  • non ci sono punti ristoro, pertanto porta con te acqua e cibo (se vuoi anche un telo per oziare all’ombra di meravigliose e secolari querce)

La storia

Chi è appassionato di storia ed archeologia, sa che Canale Monterano sorge su antichi ruderi e tombe etrusche del V- IV secolo avanti cristo, (d’altronde la Tuscia con le sue vetuste testimonianze non è poi così lontana).

Tutto inizia con l’insediamento degli Etruschi (popolo per certi versi ancora molto misterioso, ma decisamente  affascinante) per arrivare all’ovvio assoggettamento da parte dei romani, che la fecero un po’ da padrone dappertutto.

Negli anni successivi  Canale Monterano divenne un centro episcopale molto importante.

Nei secoli seguenti  altolocate famiglie presero possesso di questo antico borgo, che divenne felice e prospero, ma purtroppo sul finire del 1700 come in tutta l’Europa, anche in questo piccolo paese  si abbatté la malaria che uccise gran parte del popolo stanziale.

Poi tanto per finire in bellezza i francesi distrussero ed incendiarono tutta la cittadina e da allora rimangono solo le rovine.

Ma che splendide rovine però!

Ora te le racconto e magari ti faccio venire la voglia di andarci.

Le suggestive rovine di Monterano offrono al visitatore angoli di incomparabile ed intrigante bellezza.

Una delle cose più strane ed enigmatiche è il primo bivio che ti trovi di fronte poco dopo l’ingresso,  sulla destra  puoi addentrarti (con tanto di cartello segnaletico) per la cosiddetta “Selva Oscura di Dante”, un intricato corridoio di alberi fitti fitti, un “portale” verso un mondo misterioso ed incantevole.

Poco più in là ci si imbatte in un acquedotto romano di grande bellezza e maestosità, ma non meno affascinanti sono il Palazzo Baronale e la Chiesa di San Bonaventura che sono stati costruiti su progetto di indovina chi? Addirittura del grandissimo Bernini.

Di fronte alla chiesa c’è una bellissima fontana di forma ottagonale (che è una copia dell’originale  posta ormai a Monterano Nuova).

Camminando ancora, incastonata in una parete di roccia puoi ammirare la  “Statua del Leone”, sempre di squisita  fattura berniniana (anche questa copia dell’originale che si trova nel nuovo abitato).

Le rovine di Monterano, incastonate in una fitta vegetazione che è la riserva naturale, incantano in tutto il loro magico splendore. Ti puoi addentrare nella boscaglia e perdere il senso del tempo, immergendoti nella natura e nel verde sconfinato, si proprio sconfinato perché lo sguardo si perde.

E’ un luogo carico di bellezza e storia.

Una delle cose più belle è stato vedere anche le diverse tipologie di persone che hanno varcato la sbarra di ingresso, giovani attrezzati di zaini per una piacevole sosta, persone più grandi munite di guida storica per saperne qualcosa in più, giovani coppie con bambini al seguito.

Ma non solo, questo ambiente proprio per la sua estrema peculiarità, è stato meta di molti registi che hanno scelto questo borgo abbandonato come location per capolavori indimenticabili della storia cinematografica come: “Ben Hur”,  Brancaleone alle Crociate” o il meraviglioso  film di Alberto Sordi ” Il Marchese del Grillo” (te lo ricordi il covo del Brigante Fra Bastiano, la scena dell’albero di fico?) Il fico è ancora li e si può ammirare e toccare.

Insomma questa seducente Città fantasma incanta ed attrae intere generazioni, ora che la bella stagione è arrivata,  puoi trascorrere una bella giornata all’aria aperta respirando storia e natura.

 

 

Federica Giancristofaro

Romana, perdutamente innamorata della sua città e della storia in generale.
Scrivo per passione e sono alla continua ricerca di storie da raccontare.
Federica Giancristofaro

Federica Giancristofaro

Romana, perdutamente innamorata della sua città e della storia in generale. Scrivo per passione e sono alla continua ricerca di storie da raccontare.

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