Monte Mario, la montagna di Roma

Se conosci i 7 colli di Roma, ti sorprenderà sapere che c’è un altro colle, anzi monte a Roma, il ben noto Monte Mario.

No, non quello della tribuna dello Stadio Olimpico, anche se negli anni 70/80 i tifosi delle 2 squadre della città potevano, con tutta la famiglia,  vedere la partita della domenica da una altura che dava direttamente sullo stadio non ancora coperto.

Nella città eterna ci sono delle colline chiamate Monti della Farnesina e il punto più alto, guarda un po’ è Monte Mario con i suoi 139 metri di altezza, che a dirla tutta in via Achille Mauri (a Monte Mario alto) sfiora i 150 metri sul livello del mare.

Monte Mario era noto già in epoca antica, in modo particolare in epoca romana, perché i più abbienti  scappavano dall’aria malsana dell’Urbe per poter  trascorrere periodi respirando l’aria più pulita, edificando delle bellissime ville residenziali.

Anche nei nostri più vicini anni 50, i nostri nonni venivano in “villeggiatura” a Monte Mario per far respirare ai figli un miglior clima.

Ma perchè si chiama Monte Mario?

La versione più accreditata è quella secondo la quale il nome Mario deriva da mare (da cui emerse il monte), la testimonianza proviene anche dalle tantissime conchiglie fossili che sono state trovate nei secoli passati.

Ne ha parlato addirittura anche Leonardo da Vinci che li chiamava«li nicchi a Monte Mari».

Durante il Medioevo i pellegrini lo chiamavano Mons Gaudius perché felici di poter beneficiare di questa meravigliosa vista della città.

Non solo in epoca romana Monte Mario era conosciuta, ma anche in altre epoche, infatti verso la fine del 1700 Wolfgang Goethe scrisse di questo bel monte nei suoi “Ricordi di viaggio in Italia”. Molti artisti e pittori hanno decantato e raccontato la bellezza di questa altura che veramente si staglia sullo skyline della città eterna, un panorama che nelle giornate più limpide ti mozza il fiato e riesce a fare godere della vista del mar Tirreno.

Provare per credere.

Ma non solo si riesce a vedere l’immensità blu del mare, si possono perfettamente distinguere anche i meravigliosi borghi dei castelli romani, sembra si possano toccare allungando la mano.

Tutto questo si può ammirare percorrendo la via Trionfale che attraversa Roma per 10 chilometri, inerpicandosi sulla collina di Monte Mario. Forse la via Trionfale fu chiamata così per la Vittoria di Furio Camillo che rientrò a Roma da una battaglia,  proprio facendo questo bellissimo percorso.

Un particolare che non tutti sanno, è la curiosa numerazione della suddetta via, i numeri indicano la distanza metrica stradale dal Campidoglio, come è indicato da una targa posta all’altezza del civico 7585. Si arriva fino al civico 14500!

Fa un certo effetto pensare che ci sia un filo che lega tutta Roma, dal  Campidoglio, detto anche Monte Capitolino, che è uno dei sette colli su cui venne fondata Roma nel 753 a.c.

Comunque prima di arrivare alla fine della via Trionfale, ci si può fermare al Parco Mellini dove nel 400 fu eretta una magnifica Villa.

Se parcheggi la macchina e ti fermi al primo spiazzo, puoi ammirare la vista dal “Vialetto degli Innamorati” e se ti va di fare una bella camminata, mettiti scarpe comode che c’è parecchia strada da fare. Un bosco in discesa tra querce secolari ed una fitta vegetazione ti farà compagnia nella tua passeggiata, cosi come le altre persone che vedrai con bambini e cani.

Salendo ancora a piedi (ebbene si, Monte Mario è tutta in salita) e oltrepassando il celebre Osservatorio Astronomico, si può godere di un’altra celeberrima vista dalla terrazza dello Zodiaco, meta di tutti gli innamorati della città.

Da qui si può osservare il biondo Tevere, il quartiere Flaminio e divertirsi a riconoscere i monumenti più importanti della Capitale, (si vedono tutti!).

Lo sguardo spazia in tutta la sottostante ed eterna meraviglia, soprattutto riflettendo sul fatto che ci troviamo dentro una delle riserve naturali più grandi del territorio urbano che conserva ancora della caratteristiche veramente uniche. Infatti proprio nel Parco Mellini nella sede della meravigliosa Villa Mazzanti, risiede l’Ente Roma Natura, che tutela la fauna (i ben noti cinghiali di Roma Nord) e la biodiversità.

Ma Monte Mario è anche un quartiere veramente particolare, una frase lo definisce in modo sublime:“Un po’ quartiere, un po’ paese”, perché è un agglomerato edificato sostanzialmente a villini, oppure con edifici bassi, molto verde, ed ha ancora una dimensione “umana” e tipicamente romana.

Federica Giancristofaro

Romana, perdutamente innamorata della sua città e della storia in generale.
Scrivo per passione e sono alla continua ricerca di storie da raccontare.
Federica Giancristofaro

Federica Giancristofaro

Romana, perdutamente innamorata della sua città e della storia in generale. Scrivo per passione e sono alla continua ricerca di storie da raccontare.

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