Quadrato del Sator, un enigma arrivato ai giorni nostri

Anche se disorganizzata e sempre caotica la nostra Capitale, o come la tradizione vuole chiamata “Caput mundi” nasconde sempre qualcosa che riesce a stupire.

Ti consiglio di recarti a Santa Maria Maggiore, una delle 4 basiliche papali situata nel Rione Monti e visitarla, perché oltre ad essere una bellissima chiesa nasconde nei suoi sotterranei un segreto che pochi conoscono, rinvenuto nel 1960, un segreto tramandato nei secoli e tenuto all’oscuro ai più.

Parliamo del Quadrato Magico.

Il più antico quadrato magico è stato ritrovato a Pompei (che come ricordiamo è stata distrutta da una eruzione nel 79 d.c.) ed è stato datato a circa 2000 anni fa.

Il quadrato magico del Sator (che purtroppo non si può fotografare)  è un mistero non ancora completamente svelato, perché da molti lustri si ipotizzano teorie e scenari su di esso che hanno veramente dell’incredibile e con risvolti esoterici. Secondo alcuni studiosi testimonierebbe che il luogo ove è posto possiede particolari energie.

Cerchiamo di capire qualcosa in più su questo palindromo.

Cosa è un palindromo?

Il sostantivo palindromo deriva dal greco antico πάλιν “di nuovo” e δρóμος “percorso”, in poche parole una cosa che può essere letta in entrambi i sensi.

Infatti il quadrato magico che è composto dalle parole: SATOR, AREPO, (l’unica parola che sembra essere di origine celtica, una antica unità di misura per stimare la grandezza dei campi da arare o coltivare) TENET, OPERA, ROTAS, può essere letto da sinistra a destra, da destra a sinistra, dall’alto verso il basso e viceversa, e incredibile si legge sempre nello stesso modo. Provare per credere.

Sono sempre le stesse parole in ogni luogo dove si trovi il quadrato magico: Italia, Francia, Spagna, Inghilterra, Ungheria e altri Paesi europei. Ebbene, in secoli di studi e interpretazioni, ancora non si è arrivati a concordare sul significato di queste parole.

Esistono solo possibili interpretazioni da parte degli esperti, ad esempio potrebbe essere uno scongiuro, una formula propiziatoria o magica, un incantesimo.

Ma cosa significa?

Molti studiosi hanno provato a dar voce a queste strane parole che come abbiamo detto non sono tutte di origine latina, anche se a leggerle può sembrare.

Una delle possibili decodificazioni del Sator è : “Arepo, il seminatore, tiene con maestria l’aratro”, oppure  “Il seminatore, con il carro, (che) tiene con cura le ruote”.

C’è dell’altro?

Ebbene sì, in questa bellissima basilica è stato trovato un altro palindromo meno complesso del Sator;  “Roma summus Amor” che tradotto vuol dire “Roma è amore”, un piccolo gioco enigmistico che rimanda al grande amore che i cristiani possiedono per la Città Eterna. Un piccolo scherzo se vogliamo.

Il Sator rimane a tutt’oggi un oggetto misterioso, la cui esatta funzione non è provata. Ora sta a te cercare di sciogliere questo piccolo ma grande antico arcano.

C’è anche un quadrato rovesciato?

Ebbene sì ma non si trova a Roma, bensì a Capestrano in provincia dell’Aquila, qui si trova un quadrato magico con le stesse parole ma rovesciato, perché questo errore? Forse si è desiderato accentuare il valore  del simbolo o, date anche le sue particolarità esoteriche, si è voluto invertire il potere magico che esso poteva evocare?

Questo non lo sa nessuno, però anche non svelare del tutto i segreti che ci circondano forse ci rende la vita più interessante.

 

Federica Giancristofaro

Romana, perdutamente innamorata della sua città e della storia in generale.
Scrivo per passione e sono alla continua ricerca di storie da raccontare.
Federica Giancristofaro

Federica Giancristofaro

Romana, perdutamente innamorata della sua città e della storia in generale. Scrivo per passione e sono alla continua ricerca di storie da raccontare.

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