“Sacro cuore del Suffragio”, il Purgatorio è sul Lungotevere

Uno dei musei più piccoli del mondo si trova al centro di Roma, precisamente sul Lungotevere Prati al numero 12.

Una chiesa bianca, gotica e bellissima, ma piccola anch’essa. Noi romani la chiamiamo “il piccolo Duomo di Milano” tanto le somiglia e sembra che si proietti in un altro mondo, è strana vicino agli altri edifici e spicca per il suo colore abbacinante.

Se non fosse per la peculiarità che nasconde nella sua sagrestia, già sarebbe veramente bella così.

Questa Chiesa che si chiama “Sacro cuore del Suffragio”, venne eretta nel 1800, in uno dei posti più belli di Prati (noto e splendido quartiere di Roma) tra il famosissimo Castel Sant’Angelo ed il bellissimo Palazzo di Giustizia, ribattezzato dai romani  Palazzaccio, dove è ubicata la Corte di Cassazione.

Ma pochi sanno che nel suo interno, ospita un piccolissimo museo, Il “Museo delle Anime del Purgatorio”, solo una stanza, dove sono esposti alcuni cimeli che si dice testimonino l’esistenza del Purgatorio e l’evidente certezza che i defunti possano lasciare un segno del loro passaggio ai posteri.

Infatti non è un vero e proprio Museo, più che altro rappresenta una piccola raccolta di messaggi dell’aldilà per quelle anime che rimangono in bilico.

Eppure a Roma tra il Paradisiaco eterno stupore e l’Infernale traffico, si cela il Purgatorio che come molti di noi ricordano ci finiscono le persone che devono espiare i peccati fatti in vita.

Infatti fin da piccoli ci è stato detto di pregare per queste povere anime, che sono in una specie di limbo in attesa di essere finalmente salvate ed ascese alla volta celeste.

Tutto inizia alla fine del 1800, quando durante una messa alcuni ceri presero fuoco disegnando sul muro della suddetta Chiesa l’ immagine di un volto umano molto sofferente (oggi riprodotto in fotografia), che venne subito tradotta dal clero dell’epoca,  come un evidente segno di una richiesta di aiuto e preghiera da parte di un trapassato relegato ai patimenti del Purgatorio.

Padre Victor Jouet che costruì la Chiesa, dopo questa manifestazione trascendente, iniziò a viaggiare per tutta l’Europa alla ricerca di testimonianze di altre simili apparizioni, appoggiato dal Pontefice dell’epoca che era Papa Pio X.

Da qui una escalation di altri strani segni, ogni immagine, ogni impronta, ogni oggetto che ti troverai davanti ha una sua personalissima storia.

Ovviamente Padre Victor Jouvet si è occupato di reperire in ogni dove questi strani e un po’ lugubri cimeli.

Ma cosa puoi trovare?

Ci sono tantissimi oggetti, tutti con la propria  storia meticolosamente descritta.

L’impronta della mano di una donna sulla camicia del figlio ben 27 anni dopo la sua morte, oppure altre tracce impresse su tavole, abiti, stoffe, panni, tonache ma non solo, anche croci e simboli cristiani.

Ci sono anche foto, libri, banconote, cuscini e molto altro anche di epoche recenti, addirittura di fine 1900, sempre per ricordare a chi rimane qui, di non dimenticare nelle quotidiane preghiere chi è stato amato in vita.

I reperti sono di vario tipo e rappresentano una strana corrispondenza ultraterrena tra i defunti e i loro cari rimasti sulla terra, ma non potendo in nessun modo comunicare con loro né fisicamente e né verbalmente, colgono l’occasione (direi ogni buona occasione) per lasciare traccia del loro passaggio e per dare un ricordo (un po’ inquietante per la verità) al loro congiunti.

Anche se nel 1920 alcuni dei questi oggetti vennero ritenuti falsi , restano comunque visibili dentro una piccola teca .

Al di là che tu creda o meno,  questo luogo, spicca tra le altre mille chiese della città eterna.

Ora non ti resta che andarci e scoprire che effetto ti fà.

Per info puoi contattare il numero 06 6880 6517, il Museo è aperto tutti i giorni con ingresso libero!

Federica Giancristofaro

Romana, perdutamente innamorata della sua città e della storia in generale.
Scrivo per passione e sono alla continua ricerca di storie da raccontare.
Federica Giancristofaro

Federica Giancristofaro

Romana, perdutamente innamorata della sua città e della storia in generale. Scrivo per passione e sono alla continua ricerca di storie da raccontare.

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