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Ponte Nomentano, la dogana sull’Aniene.

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Nel bellissimo quartiere di Monte Sacro (XVI quartiere di Roma), all’inizio della via Nomentana accanto ad un ristorante, puoi parcheggiare la tua macchina e avventurarti in uno dei luoghi simbolo della Roma Sparita; Ponte Nomentano, una perla nascosta dal caos di Roma.

Che storia ha questo quartiere?

E’ uno dei quartieri più antichi di Roma a nord della città, abitato già da ominidi di 120.000 anni fa, deve il suo nome alla collina stessa dove sorge e che é alta circa 50 metri.

In epoca romana deve la sua fama ed il suo nome “sacro” , arrivato fino ai giorni nostri, perché gli antichi sacerdoti romani, arrivavano fin qui per praticare l’ornitomanzia, pratica divinatoria basata sull’interpretazione del volo degli uccelli!

Attraversare l’Aniene nella maestosità del Ponte Nomentano è una di quelle cose che devi fare,  collocato al III miglio della via Nomentana dal quale prende il nome.

Il fiume Aniene, detto anche Teverone, è lungo ben 99 chilometri ed è il secondo affluente del Tevere dopo il fiume Nera.

L’Aniene nasce al confine tra il Lazio e l’Abruzzo, sui Monti Simbruini (meta di mitiche scampagnate dei romani), vista l’abbondanze delle acque, fu utilizzato fin dall’antichità per alimentare i possenti acquedotti romani e in epoche più recenti per produrre energia elettrica.

Visitare Ponte Nomentano fa capire che in quel posto di storia con la “S” maiuscola ne é passata davvero tanta, storia millenaria.

Molte epiche battaglie si sono svolte sul suo suolo, proprio perché aveva una funzione militare molto importante, era un ponte difensivo, con funzioni strategiche.

I francesi lo fecero saltare nel 1849 quando cercarono di fermare l’avanzata di Garibaldi e delle sue camicie rosse, Carlo Magno lo ha attraversato prima di essere incoronato imperatore da Papa Leone III, fu solcato da vari generali bizantini, e, incredibile a dirsi fino al  1997 il ponte era ancora percorribile con la macchina. Finalmente nel 2000 si é reso solo pedonabile, e ora meta di passeggiate romane, interdetto al traffico e inserito in un’area verde destinata al pubblico.

E’ un luogo suggestivo, che fu apprezzato da molti artisti, che non solo lo dipinsero, ma in poche più recenti anche fotografato e reso immortale ai posteri.

Perché i romani costruivano i ponti?

I ponti sono una decorazione immancabile del territorio dell’Urbe, suggestivi, romantici e bellissimi e sono i testimoni di una eleganza artistica senza eguali.

I romani iniziarono a costruire i ponti quando Roma finalmente si impossessò in maniera definitiva della riva sinistra del Tevere, fino a quel momento il ponte era visto solo come un mezzo per permettere ai “barbari” di entrare nel territorio urbano. Infatti i primi furono costruiti in legno, proprio per demolirli in fretta in caso di invasione. Con il passare dei secoli i romani divennero maestri nell’edificarli acquisendo una maestria  riconosciuta in tutto il mondo.

I ponti a Roma sono tanti, ognuno con una sua particolarissima vicenda.

Ma ora un po’ di storia!

Questo ponte in origine fu costruito per permettere alle mandrie di poter superare l’Aniene, come per i vicini ponti Mammolo e Salario, anche questo fungeva da “Dogana del Bestiame”. Gli animali che passavano da qui venivano contati ed i pastori erano obbligati a pagare a Roma una tassa speciale.

Infatti sulla volta dell’arco sono presenti, da un lato una clava ed una testa bovina e dall’altro lato, simboli di Ercole nume tutelare degli armenti e della transumanza.

Ponte Nomentano venne nei secoli distrutto varie volte, infatti proprio per questo motivo puoi vedere che ci sono vari materiali che lo compongono, ed è stato anche ricostruito più volte, ogni volta con nuovi lavori di riparazione ed aggiunte architettoniche.

Perciò anche l’aspetto é stato modificato più volte, ora si può notare che ha solo una arcata (in origine erano due) e che ha una torre con le merlature, ma sebbene più volte “rimaneggiato”, continua imperterrito nei secoli a resistere alle piene del fiume.

Ponte Nomentano, ora è li che si erge fiero in mezzo alla moderna e caotica Roma, ma visitarlo ti fa capire che in ogni angolo questa città  ti regala sempre una qualcosa in più; la sua eterna magia.

 

Scritto da Federica Giancristofaro

Romana, perdutamente innamorata della sua città e della storia in generale.
Scrivo per passione e sono alla continua ricerca di storie da raccontare.

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