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Vini romani: la vendemmia e la viticoltura capitolina

Vini romani vendemmia
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Tra la nostalgia per la fine dell’estate e la bellezza dell’attesa dell’arrivo delle ottobrate romane, il mese di settembre è, tra le altre cose, quello della vendemmia. Sono diversi gli appuntamenti in programma per festeggiare questo momento così speciale che rievoca tradizioni antiche e il fascino sempreverde della raccolta e della spremitura dell’uva. Con l’occasione conosciamo la storia dei vini romani, delle origini antiche e delle caratteristiche moderne della viticoltura capitolina.

La viticoltura nell’antica Roma

Anche per quel che riguarda la viticoltura gli antichi romani presero ispirazione dalla cultura etrusca e greca. La prima era quella più prossima geograficamente, l’altra una delle più importanti e all’avanguardia dell’epoca. Allo steso tempo la vite sembra essere una specie autoctona che non è stata importata ma inizialmente le popolazioni locali le lasciavano incolte.

Le tecniche di coltivazione e vinificazione, quindi, vennero apprese dagli Etruschi e dei Greci. Sono numerose le testimonianze legate alle tecniche di vinificazione impiegate nell’antica Roma che vennero modificate e perfezionate nel corso del tempo.

Il vino era parte integrante dell’alimentazione e, anche se spesso diluito con acqua, era immancabile sulle tavole, specialmente durante i banchetti. Inoltre per i romani il vino era una semplice bevanda, priva delle connotazioni religiose tipiche della cultura greca. L’utilizzo del vino, oltre che nei giorni di festa, era diffuso all’interno delle locande nelle quali era diffusa la pratica di fare brindisi propiziatori. Bere vino era così ben visto che veniva utilizzato anche per onorare un defunto.

Le prime varietà di vini dell’antica Roma erano provenienti dalla Sicilia e dalla Magna Grecia. Con il passare dei secoli anche il territorio della città di Roma e delle zone limitrofe sviluppo coltivazioni proprie tanto che i vini più diffusi e noti all’epoca erano di provenienza delle zone dell’attuale Lazio, Campania e Sicilia. Il successo e la qualità dei vini romani portò anche a una rapida diffusione di questa bevanda in tutto il territorio dell’impero raggiungendo le principali località europee.

I vini romani DOC

Oggi c’è una denominazione “Roma DOC” che fa riferimento ai vini prodotti nella zona geografica della parte centrale del Lazio coinvolgendo, tra gli altri, i territori delle campagne romane e dei Colli Albani. I vitigni impiegati per questa denominazione sono, per quel che riguarda i vini rossi, il Montepulciano, il Sangiovese, il Cesanese di Affile e il Cesanese Comune, mentre per i bianchi sono il Bellone, Il Trebbiano giallo, la Malvasia del Lazio e il Bombino bianco.

La Vendemmia Romana

Per celebrare l’antichissimo rito della raccolta dell’uva anche quest’anno, nella cornice dell’Orto Botanico di Roma, torna la Vendemia Romana. Il programma dell’evento, che si terrà dal 23 al 25 settembre, prevede visite guidate, laboratori tematici, eventi e iniziative organizzate con la collaborazione e il coinvolgimento di alcuni dei migliori produttori italiani che, oltre a guidare le degustazioni, presenteranno le loro migliori etichette.

Per partecipare alla Vendemmia Romana Fiera dell’Uva del Vigneto Italia è possibile acquistare i biglietti online (biglietti a 10€ e gratis per i bambini fino agli 11 anni) e partecipare alle iniziative rivolte a tutta la famiglia sul tema della biodiversità della vigna e dell’uva. Un’occasione per apprezzare più da vicino una bevanda affascinante e così diffusa (oltre che importantissima anche dal punto di vista dell’economia locale e nazionale), gustosa e capace di raccontare numerose storie antiche e moderne.

Scritto da Daniele Di Geronimo

Giornalista pubblicista e Copywriter. Da Roma non ho preso solo la provincia di nascita, ma anche l'amore e l'interesse per una città unica nel suo genere convinto che il meglio della sua storia possa (e debba) ancora essere vissuto e raccontato.

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