Acquedotti romani: storia e curiosità

Chi vorrà considerare con attenzione la quantità delle acque di uso pubblico per le terme, le piscine, le fontane, le case, i giardini; la distanza da cui l’acqua viene, i condotti che sono stati costruiti, i monti che sono stati perforati, le valli che sono state superate, dovrà riconoscere che nulla in tutto il mondo è mai esistito di più meraviglioso

Così il celebre scrittore e governatore romano Plinio il Vecchio, parlando di un’opera ingegneristica così evoluta e spettacolare come gli acquedotti romani, che ancora oggi, anche se in maniera residuale, continua a essere funzionante.

Grazie alla loro costruzione Roma fu la prima città antica a livello mondiale a disporre, oltretutto in grandi quantità, di acqua potabile. La storia di Roma antica ci narra la costruzione di ben 11 differenti acquedotti che, a partire dal 313 a.C., permisero ai romani di disporre di circa mille litri d’acqua per ogni abitante. Per comprendere al meglio la portata di questo dato è possibile raffrontarlo con lo stesso che si registrava a Roma alla fine degli anni Sessanta, ovvero di 475 litri.

La fornitura di acqua

Il grande numero di litri d’acqua di cui veniva rifornita la città di Roma veniva distribuita a diversi livelli e solo in minima parte alle case dei privati, che comunque era una limitata elite della popolazione. L’utilizzo maggiore delle acque provenienti dagli acquedotti romani era destinata alle fontane, alle terme e alle piscine, ai laghi artificiali e ai diversi bacini che venivano utilizzati per lo svolgimento di specifici spettacoli.

Come detto l’elenco originario prevede 11 acquedotti romani, ai quali nei secoli successivi vennero costruiti dei rami secondari e, in epoca rinascimentale e moderna, altri 5.

Gli acquedotti di epoca romana

Ecco quali sono, in ordine cronologico (in base all’anno di costruzione) gli undici acquedotti di epoca romana:

  • Acquedotto Appio;
  • Acquedotto dell’Aniene vecchio;
  • Acquedotto dell’acqua Marcia;
  • Acquedotto dell’acqua Tiepida;
  • Acquedotto Giulio;
  • Acquedotto dell’acqua Vergine;
  • Acquedotto Alsietino;
  • Acquedotto Claudio;
  • Acquedotto dell’Aniene nuovo;
  • Acquedotto Traiano;
  • Acquedotto Alessandrino.

Il primo acquedotto costruito a Roma fu quello voluto da Appio Claudio Cieco nel 312 a.C., motivo per cui venne chiamato Aqua Appia (Acquedotto Appio, appunto). Il percorso di questo acquedotto era quasi esclusivamente sotterraneo ed era costruito in blocchi di tufo.

Il secondo acquedotto, quello dell’Aniene Vecchio (Anio Vetus per i latini) fu costruito nel 272 a.C e deve il suo nome alla sorgente di provenienza, quella appunto della Valle dell’Aniene. Questo acquedotto è visibile nei pressi della Stazione Termini e in quelli di Porta Maggiore.

L’acquedotto dell’Acqua Marcia è del 144 a.C. ed è il primo acquedotto a prevedere, per una migliore distribuzione dell’acqua, l’utilizzo degli archi.

Nel 125 a.C. venne edificato l’acquedotto dell’Acqua Tiepida che deve il nome proprio al fatto di avere un’acqua dalla temperatura che rimaneva fissa tra i 16 e i 17 gradi, anche durante la stagione invernale.

L’acquedotto Giulio, invece, è del 33 a.C. e proviene dai Castelli Romani (nella zona di Grottaferrata) e aveva la particolarità di fornire un’acqua lievemente frizzante.

Uno dei più noti acquedotti romani, anche perché tutt’ora in funzione, è quello dell’Acqua Vergine. Questo acquedotto scorre completamente sottoterra e ha conosciuto nel corso dei secoli numerosi restauri. Dal tratto principale di questo acquedotto furono poi costruite le derivazioni necessarie per la fornitura di acqua della Barcaccia di Piazza di Spagna e della Fontana dei Fiumi sita in Piazza Navona.

Il cosiddetto acquedotto Alsietino fu costruito nel 2 d.C. e fu realizzato sotto l’imperatore Augusto con l’obiettivo di rifornire di acqua la zona di Trastevere per lo svolgimento delle naumachie, ovvero le celebri battaglie navali.

Nel 52 d.C fu costruito l’acquedotto Claudio da parte dell’omonimo imperatore. È probabilmente il più monumentale degli acquedotti romani ed è possibile vederne alcuni tratti nella zona di San Giovanni.

Sempre nel 52 d.C. l’imperatore Claudio terminò l’acquedotto dell’Aniene Nuovo, iniziato da Caligola quattordici anni prima. Questo è l’acquedotto più imponente capace di trasportare 200000 metri cubi di acqua ogni giorno con la particolarità di riuscire a rifornire anche le zone più alte di Roma.

L’acquedotto Traiano fu costruito dallo stesso imperatore nel 109 d.C. per portare l’acqua potabile nella zona di Trastevere.

Infine l’ultimo acquedotto romano è quello Alessandrino, costruito nel 226 d.C. da Settimio Severo, che venne utilizzato per la fornitura di acqua alle terme Alessandrine.

 

Immagine in evidenza: thanks to www.parcodegliacquedotti.it

Daniele Di Geronimo

Sono nato nel maggio del 1986 in provincia di Roma. Laureato in Lettere, amante della lettura, della scrittura e di tutto ciò che la lettura e la scrittura possono significare nel mondo del web. Sono attivo sui maggiori social network.

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