Tra i tratti più caratteristici di Roma c’è, sicuramente, la presenza di centinaia di chiese (solo di quelle cattoliche se ne contano circa 900!). Queste sono, nella maggior parte dei casi, vere e proprie opere d’arte e d’architettura (oltre che importanti luoghi di culto), ma molte di esse nascondono anche diversi segreti e curiosità.
5 curiosità misteriose e misteri curiosi sulle chiese di Roma
1# Le chiese “gemelle”
Delle centinaia di chiese cattoliche di Roma ce ne sono due che sono gemelle. Si trovano a Piazza del Popolo e sono all’inizio del celebre Tridente (le tre prestigiose strade, Via del Babuino, Via del Corso e Via di Ripetta) che da qui iniziano. Si tratta di Santa Maria in Montesanto (quella che, guardandole frontalmente, si trova sulla sinistra) e Santa Maria dei Miracoli (quella a destra). Il progetto originario voluto da Papa Alessandro VII era quello di costruire due chiese simmetriche, ma la minore disponibilità di spazio di Santa Maria in Montesanto ha portato l’architetto a trovare diverse soluzioni. La chiesa di sinistra ha la pianta ellittica e la cupola ottagonale, mentre quella di destra la pianta circolare e la cupola dodecagonale. Grazie a questi “trucchi” visivamente da fuori le due chiese sembrano, appunto, gemelle.
#2 La “cupola” della chiesa Sant’Ignazio di Loyola
A proposito di cupole. Passando nella zona del Pantheon è possibile trovare la chiesa di Sant’Ignazio di Loyola. Tra le particolarità di questo edificio c’è quella di conservare al suo interno l’affresco La Gloria di Sant’Ignazio, un capolavoro che per ammirarlo al meglio e in tutta la sua interezza è stato posto nella navata un grande specchio. Ma il mistero più grande di questa chiesa dedicata al fondatore della Compagnia di Gesù (i Gesuiti) sta nella sua cupola. Dall’interno guardando verso l’altro sembrerebbe proprio esserci una cupola, ma da fuori questa non si vede. Il motivo? La cupola in realtà non c’è e quella che si vede all’interno è il risultato di un meraviglioso gioco di prospettive dipinto da Andrea Pozzo.
3# Una chiesa per ogni mestiere
Anche considerando l’alto numero di chiese cattoliche di Roma e la peculiarità della città eterna qui è possibile trovare una chiesa per ogni arte e mestiere. Nelle chiese, infatti, le corporazioni posero la loro sede ufficiale tanto che ancora oggi è possibile trovare i relativi simboli e iscrizioni che spesso hanno poi impresso un’impronta importante anche sulla toponomastica della città:
- Santa Maria di Loreto era la sede di fornai, ciambellari, misuratori e portatori di grano;
- Santa Barbara dei Librari (come suggerisce lo stesso nome) era sede di librai, legatori e stampatori;
- Santa Maria della Quercia è la sede dei macellari, norcini, caprettari e pizzicaroli;
- Sant’Eligio degli Orefici era sede di, appunto, orefici, ma anche sellai e fabbri;
- Sant’Anna dei Palafrenieri, sede dei palafrenieri pontifici, ovvero coloro che si occupavano delle scuderie papali;
- Santi Luca e Martina, sede dei pittori;
- San Lorenzo de’ Speziali, sede degli spaziali (o aromatarii) i precursori dei farmacisti moderni.
#4 La chiesa degli Artisti
Torniamo a una delle due chiese gemelle di Piazza del Popolo, precisamente a quella di Santa Maria in Montesanto. Il nome deriva dalla provincia siciliana di Monte Santo da cui provenivano i carmelitani cui apparteneva questo luogo di culto. In realtà questo edificio è noto anche come Chiesa degli Artisti, tanto che qui si celebrano le esequie dei principali personaggi dello spettacolo. Il motivo di questo nome? A partire dagli anni Cinquanta del Novecento ogni domenica si tiene qui una celebrazione eucaristica a cui partecipano esponenti del mondo dell’arte e della cultura. Da qui il nome e la scelta di celebrare i funerali dei personaggi del mondo dello spettacolo.
#5 Santa Maria Maggiore
Quella di Santa Maria Maggiore (dietro la stazione Termini sul colle Esquilino) è una delle basiliche più amate dai romani, ma anche una delle più curiose e misteriose. A proposito di misteri è doveroso segnalare l’evento miracoloso che diede l’indicazione per la costruzione dell’edificio. La tradizione racconta che la Madonna apparve a Papa Liberio chiedendogli di edificare un luogo di culto nel luogo che Ella gli avrebbe indicato. L’indicazione fu una nevicata (evento già raro di suo a Roma) che avvenne niente meno che il 5 di agosto e sulla superficie imbiancata il pontefice disegnò il perimetro della futura basilica.
