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I luoghi comuni su Roma e sui romani

Luoghi comuni su Roma e sui romani

Ogni città e popolazione ha i suoi e, sebbene spesso trascendano in motivi per discriminare ed esprimere un giudizio, gli stereotipi e i luoghi comuni hanno il merito di spiegare, anche nella distorsione, una realtà. Per luogo comune, infatti, si intende un’idea su una determinata realtà (di qualsiasi tipo) che si è così diffusa da entrare nell’opinione pubblica ed essere immediatamente e facilmente riconoscibile.

È il caso, per esempio, di associare gli italiani a pasta, pizza e mandolino. O che quando parliamo gesticoliamo o, ancora, che siamo tutti pigri e mammoni. Se questi luoghi comuni possono anche far sorridere ci sono anche quelli, come l’associazione con la mafia, che diventano sgradevoli e ingiustificati, sebbene una spiegazione sul perché si sono diffusi c’è. Per questo è utile conoscere quali sono i principali luoghi comuni sulla città di Roma e sui romani, da sempre oggetto di grande interesse anche per via delle peculiarità storiche, politiche e religiose che hanno caratterizzato la città eterna.

7 pregiudizi che hai sicuramente sentito su Roma e sui romani

Abbiamo fatto una raccolta di quelli che sono i principali luoghi comuni su Roma e sui romani. Stereotipi che non caratterizzano solamente chi non è romano e magari nella città eterna non ci è mai stato e la conosce solamente dalla narrazione di una (certa) cinematografia; ci sono luoghi comuni che caratterizzano anche i romani sull’idea che hanno di sé stessi e degli altri romani. I 7 luoghi comuni che sicuramente hai sentito almeno una volta nella vita su Roma e sui romani sono:

  • Roma ladrona;
  • I veri romani abitano a Trastevere;
  • Romanesco e romanaccio;
  • La bocca della verità;
  • Colosseo e Fori Imperiali;
  • Ho visitato Roma e la conosco;
  • Mura e GRA.

Scopriamoli un po’ più da vicino capendo anche quelle “verità” che certi stereotipi, anche se sprezzanti, nascondono.

#1 Roma ladrona

I più giovani forse non hanno un sentore di quello che era, fino a qualche anno fa, uno slogan chiaro di una specifica connotazione politica. L’idea di Roma ladrona ha molteplici significati, ma il principale è quello legato alla politica. A Roma, infatti, hanno sede (in alcuni meravigliosi palazzi) le principali istituzioni nazionali, dal Presidente della Repubblica alla Camera dei Deputati e quella del Senato, passando per gli enti amministrativi deputati a riscuotere le tasse. Roma ladrona, quindi, era (e in parte è ancora) lo slogan di chi respingeva l’unificazione italiana e il ruolo centrale della città di Roma colpevole di risucchiare le risorse delle altre zone d’Italia.

#2 I veri romani abitano a Trastevere

Chi sono i veri romani? Una domanda che interessa sia i turisti che i residenti. I primi per capire dove andare per visitare, ascoltare, respirare e mangiare la vera romanità. I secondi, con quel modo di fare bonariamente un po’ spaccone, per rivendicare titoli e meriti nei confronti del resto del mondo (Roma caput mundi, no?). Per molti c’è l’idea che l’identikit del romano verace e genuino parta dal suo essere nato a Trastevere o in uno degli altri quartieri e rioni centrali e storici della città. C’è ovviamente del vero nel pensare che il centro di una città sia la parte più pura, ma è altrettanto vero che nel corso degli ultimi decenni Roma è cambiato molto e molto sono cambiati i romani. È Roma anche quella fuori dalle mura e dal Raccordo Anulare (sebbene per molti sia una mera identità amministrativa) e chi abita a Trastevere non necessariamente ha una genealogia di romani “duri e puri”. Per cui è un luogo comune che va contestualizzato e compreso.

#3 Romanesco e romanaccio

Questo è probabilmente uno degli stereotipi più tosti da smontare e ci sono forti ragioni storiche e culturali che ne spiegano la diffusione e la violenza con il quale ci si trincera dietro di esso. Ed è uno dei luoghi comuni su Roma e sui romani che è duro a morire e ancora oggi viene riproposto in tutte le salse. Parliamo del romanesco e del romanaccio. Da una parte c’è un dialetto che, al pari di tutti gli altri, ha la sua dignità linguistica; dall’altra c’è la sua caricatura figlia molto probabilmente della diffusione di un certo format cinematografico (anche per la presenza dei celebri studi di Cinecittà) per cui il romano è quello sboccato che ripete ogni tre per due “li mortacci tua”, “me cojoni” e altre ingiustificate volgarità. La realtà è, ovviamente, molto diversa da quella di certi snob, anche romani, che associano il dialetto alla povertà culturale e che lo respingono come sinonimo di popolare e non elitario.

#4 La bocca della verità

È leggendaria la storia della Bocca della Verità, la maschera di marmo che dovrebbe mangiare la mano di coloro che, introducendovela, sono menzogneri e non dicono, appunto, la verità. È ovviamente una simpatica leggenda che permette ai turisti che ogni giorno visitano la città di scattarsi foto davanti a questa scultura che è possibile trovare a poche centinaia di metri dal Circo Massimo e dai Fori Imperiali.

#5 Colosseo e Fori Imperiali

A proposito di Fori Imperiali non sono pochi coloro che pensano che, Roma sia solo il Colosseo, i Fori Imperiali, il Vaticano e forse, altri due o tre monumenti. Certo, l’immagine della città di Roma è legata indissolubilmente a questo o quel monumento, ma è pressocché impossibile riassumere in pochi monumenti tutta l’offerta turistica della città. Anzi, molta della sua bellezza è lontana o dietro i grandi simboli che sono diventati più mete turistiche che vere espressioni della romanità.

#6 Ho visitato Roma e la conosco

A questo proposito un luogo comune e molto diffuso è quello di pensare che dopo una o due visite a Roma si possa dire di conoscerla davvero. Sapere come raggiungere il Colosseo, aver percorso Via dei Fori Imperiali e aver visto almeno una volta nella vita Fontana di Trevi, il Cupolone o qualsiasi altro monumento non significa conoscere la città. Anche perché quella dei monumenti è solo la versione del centro storico, Roma è molto altro e molto di più!

#7 La pennichella

Per molti, specialmente stranieri, il romano è un bonaccione scansafatiche (anche su questo si è basata la narrazione di quel Roma ladrona di cui abbiamo parlato) che passa la sua giornata senza fare niente e cercando tutti i modi per sbarcare il lunario. Attività tipica di questo personaggio è quella della cosiddetta pennichella, ovvero l’immancabile pisolino pomeridiano. Della pennichella in realtà è rimasto solo il nome e i romani, come tutti, il pomeriggio lavorano e volentieri si ritaglierebbero del tempo per un pisolino pomeridiano che, invece, è solo un residuo dei tempi andati.

Scritto da Daniele Di Geronimo

Giornalista pubblicista e Copywriter. Da Roma non ho preso solo la provincia di nascita, ma anche l'amore e l'interesse per una città unica nel suo genere convinto che il meglio della sua storia possa (e debba) ancora essere vissuto e raccontato.

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