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Il Ninfeo della Lucchina, uno scrigno misterioso

ninfeo della lucchina Roma

Se hai bisogno di fare benzina e di prendere un caffè durante una pausa da un viaggio oppure di ritorno dal lavoro,  ai margini dello spiazzale dell’area di servizio “Selva Candida” al Km. 8,500 del Grande Raccordo Anulare riparato da una porticina di ferro con una piccola targa che ti accoglie, ti ritrovi per caso catapultato in un posto che ti riporta indietro di moltissimo tempo.

Un gioiello nascosto dal Grande Raccordo Anulare?

Si, Roma nasconde e ci sorprende in ogni angolo anche in quello più remoto, anche in quello che mai ti aspetteresti.
La “città eterna” ci regala sempre grandi sorprese ed emozioni continue, a volte nascoste in luoghi vicino a casa ma inaspettati.

Chi lo avrebbe mai detto che negli anni 90, ai margini di uno spiazzale occupato da un benzinaio che vede il traffico del raccordo anulare in tutte le sue sfumature, sarebbe di nuovo venuto alla luce un magnifico Ninfeo?

Ai bordi del quartiere Ottavia, periferia nord di Roma, ai piedi di una collinetta rivestita da erba incolta, troviamo un gioiello del III d.c., il Ninfeo della Lucchina.

Ma cosa è un ninfeo?

Praticamente un teatro d’acqua, dedicato ad una ninfa, ecco il perché del nome (le ninfe sono delle dee della religione greca; potenze divine dei boschi, dei monti, delle acque e delle sorgenti, degli alberi) con intricati giochi d’acqua magnificamente e sapientemente disegnati da antichi architetti che erano capaci di coniugare con maestria la bellezza e la fruibilità degli edifici.
Il ninfeo è un edificio dedicato ad una Ninfa che si erge accanto a strutture in cui scorre acqua.

In epoca romana erano anche luoghi adibiti a momenti di “otium”.

Oasi per riposare le membra stanche, dove la classe elevata poteva riunirsi per un momento di svago, banchettare e rilassarsi godendo dei benefici dell’acqua, ma non solo, sembra che anche gli antichi militari della falange romana abbiano goduto dal ritorno delle battaglie di questo magico luogo.

Scoperto nel 1990, dove l’Italia e soprattutto Roma pensavano solo ai mondiali di calcio e ognuno di noi era incollato alla tele con i propri amici per fare il tifo alla patria squadra, il suddetto Ninfeo è tornato ai suoi antichi fasti.

Il Ninfeo probabilmente faceva parte di una antica villa romana di cui ormai si sono perse le tracce, ma sono perfettamente conservati i mosaici pavimentali a tessere bianche e nere, con tralci e grappoli d’uva e parti del corridoio con meravigliosi tratti di colore blu.

Ma si può visitare?

ninfeo della lucchina Roma

Oggi per visitarlo, gratuitamente per fortuna, si può contattare il numero 06.47788336 con prenotazione obbligatoria, perché purtroppo non è aperto sempre, ma solo a chi è desideroso di conoscere da più vicino questo raro gioiello periferico.
Gruppi di persone appassionate che si danno appuntamento in un posto deputato ad una breve e fugace sosta dai ritmi quotidiani, un luogo che si intravede di sfuggita a bordo della propria macchina, ma solo ad un occhio esperto, che accoglie una antica magia, imperitura e straordinaria.
Nei secoli successivi lo stesso nome venne dato anche alle fontane di ville rinascimentali scenograficamente pensate come dei ninfei, un esempio sono nel Lazio, Villa Giulia a Roma, le ville di Tivoli e Frascati, oppure un altro bellissimo esempio anche nel giardino di Boboli a Firenze con la grotta dei Buontalenti.

Molti ninfei sono anche stati costruiti lungo coste marine di particolare bellezza, come il golfo di Napoli e Pozzuoli.

I nostri antenati hanno costruito un angolo di paradiso per un momento di fuga dalla vita cittadina che 2000 anni fa era già caotica, un momento per rinfrescarsi, riposare e godere del paesaggio con animali e decorazioni che impressi sui pavimenti e pareti richiamano quella natura che ha allietato i loro sguardi e continua a farlo con le generazioni future.

Ringraziamo culturalmente.it per la foto d’anteprima.

Scritto da Federica Giancristofaro

Romana, perdutamente innamorata della sua città e della storia in generale.
Scrivo per passione e sono alla continua ricerca di storie da raccontare.

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