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Scala Santa: storia e devozione di un luogo unico

Scala Santa

Roma è così, ogni passo è una sorpresa. Non si tratta di un modo di dire, ma di un dato di fatto. Ai turisti, ma anche a molti pellegrini e forse anche a tanti romani, sarà capitato di percorrere la Via Appia e passare davanti all’immensa facciata della basilica di San Giovanni (una delle quattro basiliche maggiori della città) e di decidere di entrare e andare oltre (magari per proseguire verso la zona del Colosseo o della limitrofa Stazione Termini).

Certo, la cattedrale di Roma (questa è la basilica di San Giovanni) è un edificio monumentale e simbolico che colpisce l’attenzione e anche uno dei più noti della città (la piazza antistante, per esempio, è quella dove annualmente si tiene il concerto del 1 maggio), ma non è l’unico edificio dal grande valore spirituale, storico e artistico di Roma. Proprio quasi di fronte all’ingresso della basilica, infatti, trova luogo il Santuario Pontificio della Scala Santa, noto anche semplicemente come Scala Santa. Un ambiente dalle dimensioni molto contenute, ma dall’enorme significato religioso che da secoli attrare la devozione e la curiosità di coloro che vengono in pellegrinaggio o in visita nella città eterna.

La Scala Santa di Roma

Il Santuario
Fonte: arte.it

Tutti conoscono gli episodi del processo che portarono, come raccontano i vangeli, alla condanna di Gesù. Nei testi canonici, infatti, si racconta che Gesù fu più volte portato davanti a Ponzio Pilato per essere interrogato e poi condannato. Pilato, come tutti i prefetti romani, esercitavano la propria autorità nel pretorio. Questo luogo era raggiungibile attraverso una scala che, stando alla tradizione, fu portata a Roma da Sant’Elena nel 326, la madre dell’imperatore Costantino (la stessa che ha portato a Roma anche molte reliquie della croce, oggi conservate nella Basilica Minore di Santa Croce in Gerusalemme, a pochi passi dal Santuario della Scala Santa). Con la firma dei Patti Lateranensi questo santuario è stato inserito tra i beni di proprietà della Santa Sede, motivo per cui gode dei diritti di extraterritorialità.

Originariamente la Scala Santa, composta da 28 gradini di marmo bianco, era collocata nel palazzo del Laterano (oggi sede del Vicariato di Roma) e fu spostata nell’attuale sede nel 1589 da Papa Sisto V. La struttura prevede, oltre alla rampa principale, altre quattro rampe di scale (due per lato). Successivamente furono eseguiti diversi restauri e Papa Pio IX dispose anche la costruzione di un convento affidando la gestione del santuario, risolvendo così antiche diatribe, ai Padri Passionisti, cui diede anche il compito di promuovere il culto a questa reliquia.

La devozione della Scala Santa

A differenza di altre reliquie, che solitamente sono esposte e venerate dai fedeli, quella della Scala Santa è una reliquia che può essere toccata e percorsa. Per venerazione nei confronti della Passione di Gesù, infatti, la devozione porta i fedeli a percorrere in ginocchio i gradini della scala. Una devozione approvata e benedetta dai pontefici tanto che i fedeli che percorrono in ginocchio la Scala Santa (o, in caso di impossibilità, a piedi una delle due scale laterali) possono lucrare una volta al giorno l’indulgenza plenaria dei peccati. Una devozione praticata per secoli e che portò nel 1723 Papa Innocenzo XIII a ricoprire i gradini di una protezione di legno per evitare che la reliquia si consumasse. Nel 2019, per restaurare le tavole di legno di noce, c’è stata un’apertura straordinaria che ha consentito di percorrere l’originario percorso.

Il Sancta Sanctorum

Cristo Pantocrator
Fonte: pagina Facebook del Santuario

Il complesso del Santuario della Scala Santa che è composto da una superficie di 1700 metri quadri di affreschi prevede, oltre ai gradini veri e propri, anche l’oratorio di San Silvestro in Palatio, l’oratorio del Santissimo Sacramento al Laterano, il Triclinium Leoninum (visibile oggi dall’esterno percorrendo la Via Appia) e il cosiddetto Sancta Sanctorum, ovvero la Cappella di San Lorenzo in Palatio. Questo luogo è propriamente la cappella privata del vescovo di Roma (il Papa) e qui è custodita e venerata l’immagine del Santissimo Salvatore, detta anche acheropita lateranense, ovvero non dipinta da mano d’uomo. In questa cappella è presente un altare al cui interno è custodito il tesoro vero e proprio del Sancta Sanctorum, ovvero una raccolta di croci, pissidi, ricami, pergamene, tessuti e reliquiari di vari materiali che hanno un valore incalcolabile.

Come arrivare

Chi è già stato a San Giovanni probabilmente ricorda il piccolo parcheggio che, percorrendo la Via Appia in direzione del Vicariato (o dell’Ospedale San Giovanni) si trova sulla destra. Bene, quello è l’ingresso del Santuario della Scala Santa. È possibile raggiungere la Scala Santa con la metropolitana (Fermata San Giovanni della Linea A) o anche con i bus 81, 85, 87 e 850 (venendo da Piazza Venezia) o 16, 360 e 714 )venendo dalla Stazione Termini).

Il Santuario è aperto nei giorni feriali dalle 6 alle 13:30 e dalle 15 alle 18:30, mentre nei giorni festivi dalle 7 alle 13:30 e dalle 15 alle 18:30. La Scala Santa, invece, è accessibile dalle 9 alle 13:30 e dalle 15 alle 18 sia nei giorni feriali che in quelli festivi. Accedendo al santuario è possibile partecipare alla Santa Messa, confessarsi e praticare la devozione, potendo acquistare all’ingresso il libro di preghiere da recitare durante tutto il percorso.

Il Sancta Sanctorum, invece, è accessibile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13:30 e dalle 15 alle 17:15 pagando il ticket d’ingresso di:

  • 5€ (intero)
  • 3€ (per ragazzi dai 6 ai 18 anni, studenti universitari, over 65 o gruppi di più di venti persone);
  • 5€ (per l’ingresso con l’audioguida in italiano, inglese, spagnolo, tedesco e francese).

Per informazioni o esigenze particolari è possibile contattare il numero 3297511111 o scrivere all’indirizzo email scalasantaroma@gmail.com

 

Immagine in evidenza: thanks to tgtourism.tv

Written by Daniele Di Geronimo

Sono nato nel maggio del 1986 in provincia di Roma. Laureato in Lettere, amante della lettura, della scrittura e di tutto ciò che la lettura e la scrittura possono significare nel mondo del web. Sono attivo sui maggiori social network.

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