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Fontana di Trevi: storia e curiosità

Fontana di Trevi

Uno dei monumenti più noti di Roma, uno di quelli che annualmente raccoglie il più alto numero di turisti e uno dei posti più fotografati della città: scopriamo più da vicino (in tutti i sensi) la celebre Fontana di Trevi. Questa fontana (la più grande della città) si trova nel cuore di Roma, nel Rione Trevi, il secondo della città eterna. La notorietà della fontana la si deve sia alla sua bellezza, ma anche al fatto di essere stata utilizzata da Federico Fellini per girare uno dei suoi capolavori più amati: La dolce vita. Indimenticabile la scena in cui Enita Edberg, immergendosi proprio nelle acque di Fontana di Trevi, chiama Marcello Mastroianni.

La storia

Per la storia di Fontana di Trevi bisogna fare un viaggio lungo diversi secoli, ma che parte dal periodo della Roma imperiale, ovvero quando regnava Augusto. In questo periodo, infatti, si stava studiando come fare per far arrivare l’acqua fino al Campo Marzio. Il motivo? Poter rifornire le terme volute dall’architetto Marco Vispanio Agrippa. Siamo nel 19 a.C. e in questo luogo passavano le acque che viaggiavano attraverso l’acquedotto dell’Acqua Vergine, uno degli acquedotti romani più importanti, tanto da essere uno dei due ancora attivi e l’unico che è in funzione fin dall’epoca imperiale.

Dettaglio Fontana di Trevi
Fonte: cepolina.com

Durante la sua storia l’acquedotto dell’Acqua Vergine conobbe molte distruzioni e danni, che richiesero diversi interventi di ristrutturazione. Molti di questi coincisero con i lavori che portarono allo sviluppo di Fontana di Trevi e a renderla quel capolavoro che oggi conosciamo.

Il nome

Ci sono diverse discussioni sull’origine del nome di questa fontana, ma la più accreditata sembra essere quella apparentemente più banale. La fontana, infatti, sorgeva presso un trivio, un incrocio. Il trivio, in latino treio (tanto che esistono documentazioni grafiche che attestano la denominazione di Fontana del Treio), sarebbe quindi all’origine del nome di questo luogo.

Una storia di papi

Le sorti di Fontana di Trevi sono legate a quelle dei papi che vi hanno messo mano e che hanno voluto occuparsi di questo sito. Le prime attestazioni di quella che è oggi la piazza dove sorge la fontana, risalgono al 1410. Altri lavori furono eseguiti dal Papa Niccolò V nel 153, poi da Papa Pio V nel 1570 e, infine, nel 1731 da Papa Clemente XII nel 1731. A Clemente XII e all’ultima ristrutturazione della fontana è legato anche un curioso aneddoto. Il pontefice indisse un concorso per stabilire a chi assegnare il progetto dei lavori e questo fu vinto dallo scultore Lambert-Sigisbert Adam che, però, non iniziò mai i lavori. C’è chi sospetta che il papa non volesse assegnare i lavori a uno straniero, chi invece assicura che lo scultore francese fu costretto a tornare in patria e dovette rinunciare al lavoro. Fatto sta che l’intervento fu iniziato da Nicola Salvi e portato a termine nel 1762 da Giuseppe Pannini, quando era papa Clemente XII che riuscì a inaugurare ufficialmente l’opera.

L’architettura e lo stile

Architettura Fontana di Trevi
Fonte: mobigio.com

Fontana di Trevi divenne centrale per caso. Originariamente, infatti, il luogo dove sorge ora, era solamente una parte mediana del percorso che l’acqua compiva dalla sorgente (situata sulla Via Collatina) fino al centro della città. Qui l’architetto Agrippa posizionò le prime tre vasche di raccolta che vennero eliminate da Leon Battista Alberti, durante i lavori voluti da Niccolò V, a favore di un’unica vasca in cui confluivano le acque provenienti da tre diverse bocche. Questo luogo divenne centrale quando l’acquedotto subì un’interruzione e questa fontana divenne il termine del percorso dell’acquedotto dell’Acqua Vergine.

Un’importante preparazione alla creazione del complesso monumentale che oggi possiamo ammirare fu data dal Gian Lorenzo Bernini, celebre scultore e architetto che, nel XVII secolo allargò la piazza e ruotò di novanta gradi l’orientamento della fontana stessa. Questo progetto (causa vicende politiche) fu poi abbandonato e solamente con Clemente XI si ripresero seriamente i lavori. Siamo nel XVIII secolo e il progetto prevedeva di unire l’anima barocca a quella già esistente realizzata dal Bernini. Il progetto voleva rappresentare, attraverso l’architettura e la scultura, le vicende dell’Acqua Vergine.

Ed è quanto possiamo oggi ammirare. Fontana di Trevi è un complesso monumentale in stile barocco realizzato in marmo, stucco, travertino, intonaco e metalli. Nella parte frontale dell’architrave vi è l’iscrizione che celebra il lavoro di Clemente XII. È da segnalare poi il nicchione centrale dove è presente la statua di Oceano che guida due cavalli marini (uno agitato e l’altro quieto, a voler rappresentare come può essere il mare). Ai lati di questo nicchione sono presenti altre nicchie laterali con statue che raffigurano la Salubrità e l’Abbondanza. L’altro elemento caratteristico è dato dalla scogliera che parte dalla base del palazzo e abbraccia la vasca che è un simbolo del mare.

Il balcone segreto

È notizia recente, anzi recentissima, che sarà possibile ammirare Fontana di Trevi da una prospettiva esclusiva: ovvero dal balcone di Palazzo Poli (quello sul quale si appoggia la fontana). Esso è situato proprio sopra la fontana e i lavori che si stanno eseguendo (e dovrebbero terminare nel giro di un anno) permetteranno di visitare (e conoscere) il palazzo e di arrivare fino in cima e guardare Fontana di Trevi da un punto mai visto prima. Inoltre, durante le visite alle sale di Palazzo Poli, sarà possibile anche sentire il suono dello scorrere dell’acqua che arriva alla fontana.

Tradizioni e curiosità su Fontana di Trevi

Il lancio delle monetine

Lancio monetine Fontana di Trevi
Fonte: darkrome.com

Una delle tradizioni più curiose legate a Fontana di Trevi è quella relativa al lancio di una monetina. La tradizione vuole, infatti, che chi, di spalle alla fontana, lancia una moneta nelle sue acque, tornerà prima o poi nella città eterna. Ma che fine fanno le monetine che si depositano sul fondo della fontana? Sono sempre tanti coloro che tentano di recuperare autonomamente le monete, ma tale pratica è vietata e sanzionata dalla legge. Dal 2006, per decisione del Comune di Roma, tutte le monetine sono destinate alla Caritas della città, che le utilizza per aiutare i più bisognosi. L’origine di questo rito potrebbe essere legato all’antica pratica di gettare monete o piccoli doni all’interno delle vasche sacre.

La Fontanella degli innamorati

Fontanella degli innamorati Fontana di Trevi
Fonte: checkinrome.net

Una curiosità molto romantica è legata alla cosiddetta Fontanella degli innamorati. Originariamente nasce, per volere dell’architetto Nicola Salvi, per permettere ai passanti di bere e di dissetarsi nelle giornate di calura. I getti d’acqua che escono da questa fontanella hanno un curioso effetto. Si tratta, infatti, di due getti d’acqua distinti che però, prima di immergersi nella vasca, si sfiorano e si incrociano. Da qui è nata la leggenda per cui, bevendo quest’acqua, l’amore celebrato dagli innamorati sarebbe durato in eterno. Per questo motivo si diffuse la pratica, soprattutto per i ragazzi che partivano per il servizio militare, di bere da un bicchiere di vetro nuovo (portato dalla ragazza) per poi romperlo, in modo da sugellare l’amore in modo tale che il ragazzo sarebbe rimasto fedele sia alla sua fidanzata che alla città di Roma.

L’asso di coppe

Asso di coppe di Fontana di Trevi
Fonte: rerumromanarum.com

Guardando frontalmente la fontana, sulla destra, compare un grande vaso. Apparentemente sempre fuori luogo, in realtà c’è una simpatica curiosità che ne “spiega” il significato. Pare infatti che durante i lavori di realizzazione della fontana, Nicola Salvi riceveva continue e pressanti lamentele da parte di un barbiere che aveva la propria bottega proprio lì di fronte. Esausto da questi rimproveri Salvi decise di collocare questo vaso (che sembra quello rappresentato nelle carte da gioco, motivo per cui i romani lo hanno rinominato in questo modo) in modo che ostruisse la vista al barbiere. Infatti se ci si mette dietro il vaso non si vedrà nulla della fontana.

Totò vende Fontana di Trevi

Non solo la Dolce Vita di Fellini è legata a Fontana di Trevi, ma anche Totò ha avuto modo di associare la sua immagine a questo monumento romano. Nel film Totò truffa 62, Antonio De Curtis si spaccia per il proprietario della fontana per venderla a un ignaro turista americano.

Fontana di Trevi nella modernità

Nel cinema Fontana di Trevi è spesso comparsa in scene divenute leggendarie (come quelle di Totò e Fellini), ma anche come sfondo di diverse pellicole. Negli ultimi anni sono stati diversi gli episodi che hanno riportato questo monumento all’attenzione mediatica. Nel 1998, ad esempio, sono stati svolti nuovi interventi di ristrutturazione per pulire il fondo della vasca e per sistemare l’impianto idraulico. È del 2014, invece, l’ultimo restauro attualmente effettuato ed è stato ampiamente finanziato dall’azienda di lusso Fendi. Nell’estate 2019, invece, è stato realizzato un nuovo impianto di illuminazione (interamente a LED) che consente di ottenere un notevole risparmio energetico senza rinunciare all’esaltazione dei dettagli del monumento.

Come arrivare

Arrivati a questo punto avete voglia di visitare Fontana di Trevi? Bene! Per farlo è necessario utilizzare i mezzi del trasporto pubblico, essendo la strada vietata ai veicoli privati. È possibile prendere la metropolitana (Linea A) e scendere alla fermata Barberini, per poi proseguire a piedi prima per Via del Tritone e poi per Via del Lavatore. In alternativa, dalla stazione Termini, c’è un autobus, la linea 175, che arriva proprio a ridosso della fontana (circa 300 metri); la fermata si chiama Tritone/Fontana Trevi.

Scritto da Daniele Di Geronimo

Sono nato nel maggio del 1986 in provincia di Roma. Laureato in Lettere, amante della lettura, della scrittura e di tutto ciò che la lettura e la scrittura possono significare nel mondo del web. Sono attivo sui maggiori social network.

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